Parrocchia di "S. Martino"
Inveruno MI
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18/5/2012 Incontro per i genitori degli adolescenti
18/5/2012 Festa dei migranti
18/5/2012 Riunione per gli animatori
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ASCENSIONE DEL SIGNORE

Andate e fate discepoli tutti i popoli,
dice il Signore.
Ecco io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo.


EUCARISTIA, PANE AZZIMO.

La prima volta in cui ricevono l’Eucaristia i nostri bambini scoprono il pane ‘azzimo’: il pane fatto con farina, acqua e sale, ma senza lievito. La Chiesa cattolica conserva questa abitudine per motivi di ordine storico ed accetta senza obiezioni che le Chiese orientali utilizzino pane lievitato.
Il pane azzimo è praticamente senza sapore. C’è motivo di pensare che il suo sapore debba venire da noi. Infatti, quando lo poniamo sull’altare all’offertorio della Messa, rappresenta l’offerta della nostra vita, l’impegno di rendere ‘cristiana’ nei fatti la nostra esistenza. Per questo ne basta una piccola ‘particola’: non è la quantità a dar valore a questo pane, ma il significato che contiene. Questo pane azzimo ha il sapore del nostro impegno a costruire una umanità ‘buona’, che faccia onore a Dio che ci ha creati per amore. E la sua minima quantità (una ‘particola’, un ‘pezzettino’) dice che le nostre risorse sono insufficienti: abbiamo bisogno che sia Dio a nutrire la nostra vita. Anche perché “non di solo pane vive l’uomo …”
Ed ecco che Cristo in quel Pane si fa nostro cibo: l’Eucaristia, il pane consacrato che noi riceviamo nella ‘comunione’ nutre il nostro desiderio di vivere ‘in Cristo’ (in comunione con lui) e da ‘cristiani’ (uniti agli altri in solidarietà e giustizia). L’Eucaristia è il pane dei “figli” di Dio e “fratelli” in Cristo.
Ma se il pane che mettiamo sull’altare perché venga consacrato non riceve sapore dalla nostra passione per una umanità più autentica, non potrà neppure avere il ‘profumo’ di Cristo. E’ la ‘legge’ dell’Incarnazione: Il Figlio di Dio non è ‘apparso’ ai nostri occhi dando miracolosamente visibilità alla sua divinità. E’ diventato ‘uomo’: ha abitato la nostra umanità. E’ la legge del cristiano: Il Signore Gesù chiede ospitalità alla nostra umanità per essere con noi.
Nel giorno in cui siedono per la prima volta accanto a noi alla Mensa della Parola e del Pane di Vita, sarà decisiva per i nostri ragazzi la qualità e la maturità della umanità che noi testimoniamo loro.
Nel Vangelo di Giovanni, Gesù moltiplica i pani e sfama una folla di persone grazie ai cinque pani d’orzo e ai due pesci messi a disposizione da un ragazzo (capitolo 6, versetto 9). Ciò che Gesù moltiplica non è tanto quel poco cibo, ma la disponibilità di quel ragazzo a farsi carico della fame degli altri, condividendo quel poco che ha: ci pensa Gesù a farlo bastare per tutti.
E’ questo che, con il nostro esempio, insegniamo ai nostri ragazzi?
Don Erminio.

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